Il 2017 è stato un anno in cui la parola chiave “chatbot” è diventata sempre più un argomento e molti media commerciali si sono occupati intensamente dello sviluppo e dell’accettazione dei chatbots. Soprattutto nei canali dei social media questo argomento si è diffuso rapidamente. Noi come agenzia di shopware vorremmo ora esaminare più da vicino se questi chatbots sono utili all’interno del mondo shopware.

Cominciamo con la domanda di base di che cosa è una chatbot. In parole povere, una chatbot è un sistema di comunicazione basato sul dialogo con un sistema informatico (chat – bot = chat robot). Significa che l’utente inserisce un testo in una finestra di chat e che il computer vi risponde.

Per molto tempo, fin dal primo sviluppo nel 1966 (ELIZA), questi chatbots sono stati basati su un sistema basato su regole e l’input (chiamato anche intenzione) doveva corrispondere esattamente alle specifiche memorizzate nel computer, in modo che la risposta predefinita potesse essere riprodotta. Se hai inserito una domanda sconosciuta o sbagliata, il sistema non è stato in grado di rispondervi. Il 99,9% dei 100.000 chat su Facebook Messenger è già basato su regole.

Solo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale programmata ha cambiato in modo significativo questa circostanza. Per quanto riguarda i chatbots, questo approccio di intelligenza artificiale è chiamato anche “Natural Language Processing” (NLU). In questo modo il bot impara automaticamente a capire un’intenzione in formulazioni molto diverse tra loro per dare la risposta corretta. Un sistema autodidattico con incredibile tolleranza ai guasti. A differenza del vecchio sistema, questo toglie molta frustrazione all’utente, che può così raggiungere il suo obiettivo più rapidamente. Proprio a questo proposito vorremmo sottolineare i vantaggi per il commercio elettronico, in particolare per gli operatori dei negozi di articoli di gioielleria.

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